Certosa, dove la storia incontra la street art 🎨

A Genova ci sono quartieri che nascondono storie che non ti aspetti. Certosa, nella Valpolcevera, è uno di questi: un luogo dove una chiesa antica e un chiostro secolare convivono con grandi opere di street art che hanno trasformato le facciate dei palazzi in una sorta di galleria a cielo aperto. 🏙️ È un quartiere popolare, profondamente legato alla storia della Valpolcevera, ma anche un luogo in cui negli ultimi anni l’arte è diventata uno strumento per raccontare e valorizzare il territorio. ✨

La Certosa dei monaci ⛪

Il nome del quartiere deriva dall’antico complesso certosino, fondato alla fine del Duecento. Intorno al monastero, sorto in un territorio allora prevalentemente agricolo, si sviluppò nel tempo il borgo di Certosa. 🌿

Del complesso religioso fa parte la chiesa di San Bartolomeo della Certosa, la cui storia attraversa diversi secoli. L’edificio attuale fu profondamente trasformato tra Quattrocento e Cinquecento e venne consacrato nel 1563. 🕯️Particolarmente suggestivo è il chiostro cinquecentesco, con le sue colonne di marmo e gli archi che circondano il giardino centrale. È uno di quei luoghi che raccontano una Genova molto diversa da quella che si incontra percorrendo le strade più conosciute della città. 🏛️

Una galleria d’arte sui muri 🖌️

Se la chiesa e il chiostro rappresentano la memoria più antica di Certosa, oggi il quartiere ha anche un volto decisamente contemporaneo. 🖼️

Nel 2019 è nato On the Wall, un progetto di street art che ha portato grandi opere sulle facciate degli edifici della zona. Artisti italiani e internazionali hanno trasformato enormi pareti in tele urbane, con opere molto diverse tra loro per stile e soggetto. 👨‍🎨👩‍🎨 Così, passeggiando per Certosa, può capitare di trovarsi davanti a un’opera monumentale senza essere entrati in un museo: qui il museo è la strada e le facciate dei palazzi diventano le sue pareti espositive. 🚶‍♂️🎨

Il volto di Paolo Villaggio 🎭

Su una delle grandi facciate del quartiere compare infatti il volto di Paolo Villaggio, realizzato dagli artisti Rosk & Loste.

La cosa più curiosa è che non vediamo il personaggio di Fantozzi, con la sua espressione comica e le sue disavventure, ma Paolo Villaggio in un ritratto serio e quasi malinconico. 🎬La scelta non è casuale. Villaggio era genovese e il suo personaggio più famoso, pur nella dimensione grottesca della comicità, rappresentava anche l’uomo comune alle prese con un ambiente di lavoro e una società spesso opprimenti. 👥

Il murale restituisce così all’attore e scrittore un’immagine diversa da quella a cui siamo abituati: non soltanto il creatore di Fantozzi, ma un artista profondamente legato alla sua città e alla cultura popolare genovese. ❤️⚓

Due epoche, lo stesso quartiere ⏳

È forse questo il particolare più interessante di Certosa. 💡Da una parte ci sono la chiesa di San Bartolomeo e il chiostro, testimonianze di una storia iniziata più di sette secoli fa. Dall’altra ci sono i grandi murales, nati nel quartiere contemporaneo e capaci di portare l’arte direttamente negli spazi della vita quotidiana. 🧱🎨

Due epoche molto lontane che oggi si incontrano nelle stesse strade. 🔄 Ed è proprio questo contrasto a rendere Certosa un luogo da guardare con occhi diversi: un quartiere popolare in cui la memoria del passato non è scomparsa, ma convive con nuove forme di arte e con un modo contemporaneo di raccontare la città. 👁️✨